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Viticoltori Lenza, l’Aglianico che non ti aspetti

Abbiamo già incontrato Viticoltori Lenza, giovane azienda che affonda le sue radici nella passione per la terra e per i cavalli tramandata di generazione in generazione ai membri della famiglia Lenza.

Non a caso il simbolo dell’azienda è un cavallo stilizzato, che rappresenta il legame fra la terra e l’uomo: tale legame continua a rivestire un’importanza fondamentale per la formazione della generazione attuale dei Lenza con Stanislao, Valentino e Guido.

Siamo tornati a trovarli in questa strana primavera, arrivati nei sei e mezzo di ettari vitati posizionati in un corpo solo in modo monocolturale, ci ha accolto un panorama da “Buen reitiro” con le docili colline di Montecorvino Rovella (Colli di Salerno) in fiore.

I filari ordinatamente allineati hanno germogliato e mostrano tutta la salute della vigna presentando germogli vigorosi dal verde brillante.

L’azienda segue metodiche tradizionali di coltivazione e naturalmente rispettose dell’ambiente; le vendemmie sono eseguite interamente a mano per mantenere l’integrità del frutto fino all’ingresso in cantina.
Dal 2017 l’azienda vinifica in totale assenza di solforosa e ha avviato la conversione al biologico.

Abbiamo fatto ritorno presso quest’azienda perché catturati dalla loro passione per l’Aglianico, il vitigno più rappresentativo del SUD, che è a tutti gli effetti uno dei migliori vitigni esistenti e che origina vini di grande qualità a condizione che si riesca a domarne il carattere scorbutico dovuto all’elevata acidità e alla prepotente trama tannica.
Guido ed il suo staff sembrano aver trovato la formula giusta come dimostrato dalle prestazioni del loro campioni aziendali.
Innanzitutto il Massaro, un IGP trattato solo in acciaio e malolattica, che ha dato dei risultati così eccellenti da risultare vincitore del concorso Radici del Sud 2018.
Poi il Gabry, un rosato frizzante ottenuto da uve Aglianico secondo il metodo ancestrale: una sfida ardua dal momento che poche aziende sono solite cimentarsi nella vinificazione dell’Aglianico rosato  ed ancor meno sono quelle che scelgono la strada della spumantizzazione.
Il risultato costituisce una vera sorpresa: un vino dal delicato perlage e dai sentori fruttati e speziati che si presenta fresco e sapido, dissetante e piacevolmente beverino, una versa e propria risposta del SUD al Prosecco. Non paghi di tutto ciò Guido ed i suoi, nella continua ricerca dell’innovazione, si sono cimentati in una nuova sfida, produrre un rosato fermo. Si tratta del Vale, l’ultimo arrivato in azienda che, come sottolineato nella degustazione qui sotto, promette di essere uno dei protagonisti fra i rosati italiani per eleganza e stile.

I vini prodotti dall’azienda sono:

Degustazione
Vale Aglianico Rosato IGT 2018 Colli di Salerno

Luminoso rosa antico. Impatto olfattivo delicato ed elegante che valorizza la frutta fresca e le nuances speziate prima e la mineralità poi. L’assetto gusto-olfattivo è scandito dal ritmo impresso dalla freschezza del sorso e dal dinamismo della sapidità e da un persistente ed elegante finale con lunghi ritorni olfattivi minerali.

Abbinamento consigliato: Vino versatile grazie a freschezza e delicati tannini si presta ad abbinamenti con primi piatti con salse al pomodoro ma anche con piatti di mare anche abbastanza strutturati. Calamarata ai frutti di mare. Seppie ripiene alla provola affumicata.

 

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